
Cinema & Spettacolo
UN GIORNO PER CASO
Due genitori separati, con prole a seguito si conoscono durante un tragitto fortuito in taxi, lui è un’affascinante e scanzonato giornalista, lei una organizzatrice perfetta, architetto di un importante studio in città e un tantino altezzosa. Jack( Geroge Clooney) e Melanie (Michelle Pfeiffer) quella mattina potevano anche non incontrarsi, e le loro vite sarebbero continuate sempre nello stesso modo, fra litigi con i rispettivi ex per la gestione degli impegni settimanali dei figli e conflitti di carriera più o meno rilevanti. Il caso appunto ha disegnato un altro scenario, divertente e piuttosto realistico visto che si parla oggi di famiglia allargata, ovvero genitori separati fra i trenta e i quaranta, che avviano nuove love story includendo anche i rispettivi figli. La protettiva e ansiosa Melanie, efficiente nel lavoro e brillante conversatrice, appena vede l’affascinante e balordo Jack, reagisce come se lo trovasse ripugnante e decisamente uno da tenere alla larga. La scena iniziale del taxi è interessante sotto l’aspetto psicologico e comportamentale perché i due protagonisti grazie a un gioco di sguardi e un discreto linguaggio del corpo, sono vittime di un’attrazione fatale che coglie entrambi nel preciso istante in cui i loro occhi realizzano di essere attraenti l’uno per l’altra.
Il viaggio obbligato in taxi, per accompagnare Meggie (figlia di Jack) e Sam (figlio di Melanie) alla gita di classe che a causa del ritardatario Jack, finiranno sul molo a fissare il traghetto che si allontana, è la molla che fa scattare una serie di divertenti contrattempi.
Melanie e Jack rappresentano uno stereotipo sentimentale, la classica coppia dove lei è la perfettina dominante e lui il giocherellone che tenta di sfuggire alle sue responsabilità, apparentemente incompatibili, Mel e Jack nella prima parte del film non fanno altro che scaricarsi addosso le colpe su quello che si poteva evitare o fare. Jack sempre in ritardo, non controlla Sam quando si infila una biglia nel naso, poi arriva il turno di Melanie, in attesa che Jack faccia la sua intervista, si occupa dei bambini ma nel giro di poco perde di vista Meggie. Sconsolata e affranta, si rivolge alla polizia locale, per fortuna la scomparsa della bambina si risolve nel giro di un’oretta.
Le leggi dell’attrazione fanno si che se due persone si trovano irresistibili sicuramente passeranno buona parte del loro tempo a litigare e a negare ciò che provano, questo almeno nella fase inziale dell’innamoramento, prima che ciascuno sveli all’altro ciò che prova; quindi mostrarsi vulnerabili è molto difficile e sia Melanie che Jack cadono a piedi uniti dentro uno dei più classici tranelli psicologici “se ti odio, ti amo”. Dopo l’ennesima sfuriata, Jack con saggezza fa un passo indietro e dice a Melanie di averla provocata apposta, perché era rimasto letteralmente abbagliato da lei. A queste parole, l’iperattiva ed efficientissima Melanie ammette di avere delle difficoltà a gestire il ruolo di mamma-lavoratrice, non sempre tutto le riesce come vorrebbe.
Melanie e Jack superano la rabbia iniziale, ed entrano in una fase di mediazione “romantica”, mettono da parte le loro aspettative e si aiutano, collaborano per raggiungere l’obiettivo di terminare i rispettivi impegni professionali e portare i bambini alla partita di calcio.
Ventiquattrore sono sufficienti per innamorarsi? Nel caso di Melanie e Jack due sono gli elementi che probabilmente hanno fatto scoccare la scintilla in così poco tempo, primo un’attrazione estetica potente, a livello più profondo un bisogno frustrato di solitudine affettiva, perseguito con un’ inefficace ricerca di soddisfazioni professionali, ma l’amore è un’altra cosa, l’appagamento sentimentale che due persone in sintonia possono avere non può essere paragonato a una promozione del tuo capo. Un giorno per caso è un film fresco, romantico e una commedia che vi rallegrerà, ma attenzione a chi “odiate”, potrebbe sotto sotto piacervi.
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