
Editoriale
PELE’, IL CUORE DELLO SPORT SI E’ SPENTO
“Mai esistito un numero 10 come lui” questo afferma Lula, Presidente del Brasile.
Pelé era il calcio , nessuno, né Maradona né Messi, è stato ed è come Pelé. Nessuno mai ha segnato tanti gol come ha fatto lui. Era un esempio del vero sport. Una vita specchiata nel privato che non faceva della sua ricchezza un’arma a doppio taglio. Un calciatore completo e tecnicamente perfetto: dalla rovesciata, al colpo di testa e al dribbling, ma soprattutto, dalla correttezza in campo. Non ha mai fatto intenzionalmente, un fallo a nessuno.
Memorabile il primo Mondiale vinto dal Brasile nel ’58, contro la Svezia, dove un giovanissimo Pelé, solo diciassettenne, al 55′ aprì la sua incredibile carriera di goleador, piazzando in rete, con creatività e azione, un goal che sbalordì il mondo. Ricevuto un assist in area svedese, stoppò di petto, eseguendo un fulmineo pallonetto che la stampa definì “sombrero” mentre saltava il calciatore Gustavsson, che accorreva a contrastare l’azione vincente, infilò al volo, la prima rete. A seguire, al 90′, altro suo stupefacente goal di testa che con guizzo fulmineo, fissò la vittoria del Brasile. Il Brasile segnò 5 goal, strappando la Coppa J. Rimet alla Svezia che andò a casa con due reti.
Edison Arantes do Nascimento, Pelé O’Rei, era nato il più giovane calciatore della storia del calcio mondiale. Dal ’58 al 77, data in cui appese le scarpette al chiodo, nessuno ha mai segnato il numero di reti che ha realizzato lui: 1300.
In Pelé c’era la potenza, il divertimento, la correttezza ma soprattutto, il cuore, quello che lo Sport, ha perso da tempo, nonostante le sue scintillanti “stelle”.
Pelé è stato un buon ESEMPIO per lo sport, senza bisogno di anabolizzanti e gossip. Oggi lo sport è orfano di quella purezza che contraddistingueva ogni torneo giocato da grandi protagonisti del passato, che come Pelé sapevano distinguersi nella vita, oltre che nello sport.
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